L’episodio tagliato di Francesco giullare di Dio

Francesco giullare di Dio

«Manca, comunque, nel film un episodio assai forte che – assieme a quello del tiranno Nicolaio – doveva essere il più violento incontro con la folla, con l’azione pubblica coerentemente successiva all’”eremo” francescano, e ha come protagonista lo stesso Francesco. È un episodio girato a Tuscania, in una piazza del mercato: Francesco si gettava in mezzo alla folla inserendosi con audacia, e quasi con assurda estemporaneità, in difesa di una prostituta (interpretata addirittura da Franca Marzi) e intervenendo in una lite. Era poi condotto nella Cattedrale a rispondere, a due molto mitriati sacerdoti, del reato… di aver turbato l’ordine pubblico. Questo episodio girato e montato cadde poi nel montaggio definitivo, e per ragioni tecniche: la recitazione dei due “mitriati” non convinceva più Rossellini» (Brunello Rondi, Per un riesame del “Francesco” di Rossellini, «Rivista del Cinema Italiano», gennaio-marzo 1955, p. 92).

Non abbiamo altre descrizioni di questo episodio tagliato. Nei vari materiali preparatori (soggetto, trattamento) non se ne fa menzione. Quanto a eventuali fonti, ho chiesto lumi a Tomaso Subini – autore di un pregevole e documentatissimo studio sul film 1 –, che non ha trovato in quelle francescane alcun riscontro, pur avendo consultato in proposito insigni francescanisti. Si tratterebbe dunque dell’unico episodio interamente inventato da Rossellini e dai suoi sceneggiatori (a meno che non si sia fatto ricorso a fonti letterarie non francescane), pensato forse anche – oltre che per l’incontro con la folla, come suggerito da Rondi – per riequilibrare la presenza nel film di Francesco rispetto a quelle di frate Ginepro e di frate Giovanni.

Sappiamo dal diario di Michele – Severino da frate – Pisacane (che nel film è frate Ginepro) che esso è stato girato nella piazza del mercato di Tuscania (in provincia di Viterbo) come penultimo episodio (in ordine di lavorazione) fra il 22 e il 29 maggio 1950 2.

L’episodio è stato eliminato, come dice Rondi, «nel montaggio definitivo»: certo prima della presentazione del film alla Mostra di Venezia, ma non molto prima, forse addirittura all’ultimo momento, perché altrimenti non si spiegherebbe sia che siano state lasciate in circolazione le foto che si riferiscono a questo episodio, sia che il titolo francese del film, Onze fioretti de François d’Assise, faccia appunto riferimento a 11 episodi e non ai 10 della versione veneziana e di quella uscita poi nelle sale.

Secondo Rondi, l’episodio sarebbe stato tagliato da Rossellini «per ragioni tecniche» di recitazione; ma, secondo una testimonianza di Michele Pisacane raccolta da Subini, sarebbe intervenuto nella decisione il padre francescano Antonio Lisandrini, responsabile presso le autorità religiose dei frati coinvolti nella lavorazione del film 3.

C’è da chiedersi se fra le ragioni del taglio non ci sia, oltre a ciò che dice Rondi, un motivo di autocensura dovuto alla presenza di una prostituta: questa seconda figura femminile, dopo Santa Chiara e in opposizione implicita a essa, può essere sembrata poco opportuna. Inoltre, dai documenti contrattuali risulta che la produzione si era impegnata – suppongo a protezione dei fraticelli – a non introdurre personaggi femminili nel film (a eccezione ovviamente di Chiara e delle sue consorelle) 4.

Per ricostruire visivamente l’episodio abbiamo le foto di scena di Osvaldo Civirani. Ne ho trovate 20 che si riferiscono sicuramente a questo episodio. Esse sono numerate nel retro con i numeri da 266 a 287, seguiti da una barra e da 7 (il che forse significa che l’episodio era inteso come il settimo, da collocare quindi dopo l’attuale sesto, il bacio del lebbroso, e prima di quello successivo, la preparazione del pranzo per 15 giorni). Ne ho inoltre individuata una, non numerata, che potrebbe corrispondere a una delle due mancanti dai miei originali: 274 o 277. Ne esistono inoltre almeno tre, numerate 239A/7, 242A/7 e 267A/7, che sono però foto di set (o di lavorazione che dir si voglia), di cui non terrò conto (ma in una di esse, la 267A, si vede, oltre a Rossellini, a Franca Marzi, a un aiuto – Rondi? – e a quello che chiameremo il “cliente”, un personaggio in vesti vescovili che potrebbe essere uno dei “mitriati” di cui parla Rondi).

Delle 21 foto di scena in totale che mi possono servire a ricostruire visivamente l’episodio 14 sono “in azione”, cioè apparentemente scattate mentre si girava la scena; 7 – 266, 267, 268, 269, 270, 278 e 284 – hanno invece tutta l’apparenza di foto “posate”, scattate cioè mettendo in posa gli attori fuori da un’azione vera e propria. Di queste ne abbiamo scartate tre (266, 267, 269, tre primi piani di Franca Marzi).

Ciò che sono riuscito a capire dalle foto è che c’è una donna (Franca Marzi) – una prostituta, come precisa Rondi – che adesca un cliente (attore non identificato) con cui ha un rapporto. La donna, che adesso tiene in mano una corda, prima tenta di frustare il suo cliente, forse perché non l’ha pagata; poi viene assalita da alcuni abitanti del luogo. Questo duplice alterco si svolge dapprima lungo le mura del paese, per trasferirsi poi, accompagnato da una folla numerosa, davanti alla chiesa, che è la basilica di Santa Maria Maggiore a Tuscania. È solo a questo punto che vediamo intervenire Francesco che cerca di sedare la rivolta e che poi sembra venire invitato a entrare nella basilica. Ma nessuna foto ci resta di Francesco che viene «condotto nella Cattedrale a rispondere, a due molto mitriati sacerdoti, del reato… di aver turbato l’ordine pubblico», come dice Rondi (a meno che non se ne trovino prima della 266 e dopo la 287). Va notato inoltre che mai si vede frate Ginepro che pure, come risulta dal citato diario, era presente alle riprese (tra i frati si intravede solo frate Leone nella 279).

Per ricostruire questa ipotetica linea narrativa sono però costretto a non rispettare l’ordine progressivo delle foto di scena.

Ecco dunque l’ordine che propongo, avvalendomi anche di qualche suggerimento di Subini (il primo numero in neretto è quello progressivo della nostra ricostruzione, il secondo fra parentesi quello della foto originale):

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1 (284); 2 (278): la prostituta per strada;

 

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3 (270): la prostituta giace con un cliente;

 

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4 (268): la prostituta, in quello che potrebbe essere lo stesso ambiente della precedente, ha in mano una corda;

 

francesco5

5 (283): nei pressi delle mura del paese la prostituta, aiutata da quello che chiameremo “gentiluomo” (a sinistra), frusta con la corda il cliente, mentre due che chiameremo “ecclesiasta 1″ (al centro) e “ecclesiasta 2″ (a destra) fanno vistosi cenni con le mani (per fermarli? Questi due ecclesiasti potrebbero essere i due “mitriati” di cui parla Rondi; in effetti il secondo indossa un abito che sembra proprio lo stesso della foto di set 267A);

 

francesco6

6 (282): presso un muro (diverso però da quello visto nella foto precedente e più simile a quello che costeggia a destra la basilica e che si vede nelle foto successive) la prostituta continua a frustare il cliente, col gentiluomo stavolta a destra, trattenuta però da qualcuno e mentre si intravedono le mani di gente che sembra inveire;

francesco7 francesco8
francesco9 francesco10

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7 (276), 8 (286), 9 (272), 10 (271), 11 (275): una folla inferocita attornia la prostituta nella piazza antistante la basilica; in questa serie di foto – il cui ordine potrebbe anche essere un altro – riconosciamo il cliente (eccetto che nella 272 e nella 275), l’ecclesiasta 1 (eccetto che nella 275) che sembra voler strappare la corda alla prostituta e, nella 271 (a destra) e nella 275 (di spalle), il gentiluomo che sembra voler ammansire la folla;

 

francesco12

12 (273): la folla (compreso il cliente) sembra essersi calmata e la prostituta sembra guardare qualcosa (la collocazione di questa foto a chiusura della serie dell’assalto alla prostituta è ipotetica, basata solo sullo sguardo fuori campo che introdurrebbe la foto successiva);

 

francesco13

13 (279): arriva Francesco portato come in trionfo dalla folla (intravediamo anche frate Leone);

 

francesco14

14 (ipotetica 274 o 277): Francesco con la prostituta e la folla (è l’unica foto in cui li si vede insieme, e intravediamo anche l’ecclesiasta 1 e il cliente);

 

francesco15 francesco16
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15 (285), 16 (280), 17 (287), 18 (281): Francesco calma la folla e poi viene invitato da un uomo col cappuccio accompagnato da due chierichetti a entrare nella basilica.

Come si vede dai molti “sembra” e “forse”, non è facile orientarsi in queste foto. Esse vengono in ogni caso proposte come un documento a testimonianza di un episodio girato, montato e all’ultimo o penultimo momento escluso dalla provvisoria versione veneziana nonché da quella definitiva.

La soluzione degli enigmi resta comunque aperta.

 


1 Tomaso Subini, La doppia vita di “Francesco giullare di Dio”. Giulio Andreotti, Félix Morlion e Roberto Rossellini, Libraccio-Lampi di Stampa, Milano 2011.

2 Ivi, p. 226.

3 Ivi, p. 203, nota 29; a p. 206 Subini ipotizza un intervento in tal senso del padre domenicano Félix Morlion.

4 Ivi, p. 208.

 

Pubblicato in «Cabiria. Studi di cinema», n. 169, settembre-dicembre 2011, pp. 42-56

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